Matacöne

Matacöne agg. = Scaltro

Scaltro = che è dotato di sagacia, avvedutezza e abilità nel destreggiarsi in ogni situazione: uno che denota accortezza, astuzia.

Insomma un volpone, simpaticamente ‘nu figghje de zòcchele, che difficilmente si lascia imbrogliare.

Qualcuno dice anche matanghe con lo stesso significato.

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Mastrjé

Mastrjé v.t. = Impiastrare, imbrattare, impiastricciare, lordare, insudiciare.

Il verbo descrive un’azione reale. Non credo che si possa usare in maniera figurata.

Si può usare anche in modo riflessivo : mastrjàrece = impasticciarsi ecc.

L’esempio più calzante è l’azione dei bimbi piccoli quando manipolano dei colori, del cibo o altra roba e si sporcano le mani vistosamente. Anche quando, nel tentativo di nettarsele, se le stropicciano addosso passandole sul loro grembiulino ce mastrjèjene ‘ngùdde bèlle bèlle = si pasticciano addosso per benino.

Ho sotto gli occhi una foto di mio figlio, con la sua faccia d’angelo in posa per spegnere la sua prima candelina. Mentre noi stavamo attenti agli occhioni belli, lui inserì le sue dieci dita nello strato di panna della torta e vi pasticciò dentro con la rapidità di una dattilografa. Figuratevi che mastrjéte ca ce facètte = che impiastricciata che si fece…

Ringrazio il lettore Amilcare Renato per il suo suggerimento.

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Massére

Massére s.m. = Massaio, fattore

Conduttore di un’azienda agricola ; curatore di un allevamento di bestiame.

Con questo termine si indica anche colui che lavora il late per ricavarne ricotta, mozzarelle e latticini vari.

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Maškatüre

Maškatüre s.f. = Serratura

Congegno meccanico per chiudere a chiave porte, sportelli, cancelli, bauli, casseforti, ecc., costituito da una scatola con barretta metallica che viene fatta scorrere fra i battenti per bloccarne i movimenti. Viene azionata da una chiave.

Ricordo che mio padre costruiva su richiesta dei falegnami, sia le serrature con le rispettive chiavi, sia i cardini per incernierare le porte o i portoni. Lavoravano in simbiosi

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Masculöne

Masculöne s.f. = Virago, maschiaccio

Donna dotata di forza fisica, di coraggio e forza d’animo virili; scherz., donna dall’aspetto e dai modi mascolini.

Sèmbe pe’ ‘stu cavezöne! Mìttete ‘na gònne! Te vjiste pròprje accüme a ‘na masculöne! = Sempre con questo pantalone! Mettiti una gonna! Ti vesti proprio come un maschiaccio.

Conosciutissima con questo soprannome una donna, Nannüne ‘a masculöne. Leggende metropolitane narrano che cpstei era capace di gareggiare con un uomo, e, se era il caso, anche di fé a curtjille, maneggiare il coltello! Non ci credo.

Nannüne ‘a masculöne, per capacità risolutive e dicisionali, aveva affinità con Marüje ‘a cumenìste. Quest’ultima era sempre in prima fila sia nella parata dei Lavoratori il 1° Maggio, e sia a portare il cero alla Processione della Madonna di Siponto. Una catto-comunista ante litteram.

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Masciódde

Masciódde s.m. = Moscardino, o polpo piccolo, molto giovane

MascioddeÈ un termine marinaresco  per indicare il moscardino  (Eledone moschata).

Mollusco commestibile simile a un piccolo polpo. Caratteristica principale è la presenza di un’unica fila di ventose su ognuno degli otto tentacoli che lo distingue dal polpo (con otto tentacoli e due file di ventose).

I moscardini più piccoli sono detti mascjuddìcchje

I pescatori manfredoniani in passato usavano il termine figuratamente per comunicare l’arrivo di un altro figlio nella famiglia: Mò tènghe ‘n’atu masciuddìcchje = Adesso ho un altro marmocchio.

Credo che la loro cattura sia proibita per non spopolare il mare. Una volta si trovavano anche nella sciabica.

Ringrazio il lettore Michele Pastore per il sugerimento e il prof. Matteo Castriotta per la descrizione.

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Maruzzèlle

Maruzzèlle s.f. = Lumachine di mare

Il nome con cui sono conosciute ora, cioè ‘i maruzzèlle, è sicuramente un prestito dal dialetto napoletano o abruzzese. Anticamente erano dette tombalüne

Queste chioccioline di mare [Sphaeronassa (o Nassarius) Mutabilis] sono state rivalutate da pochi anni, perché prima non erano molto conosciute e non rientravano nella tradizione culinaria sipontina.

Praticamente le maruzzèlle si consideravano quasi come uno scarto dai pescatori (la dimensione di questi gasteropodi raramente supera i 3 cm), e quindi venivano ritenute un piatto povero della tradizione culinaria marinara.

Visto però che ottenevano molto successo quando venivano offerte come una zuppa nelle osterie e trattorie, si decise di allevarle, specie nel medio e alto Adriatico.

In effetti in sughetto che se ne ricava è molto stuzzicante, specie se servito come antipasto. Il profumo ed il sapore sono veramente eccezionali ed il peperoncino dona il giusto grado di piccantino che non guasta.

Onestamente non so se in italiano hanno un nome specifico. Qui di seguito faccio un elenco dei nomi regionali:

Tombolini (Liguria)
Maruzzielli, Maruzze, (Campania)
Bomboletti, Bombetti, Bombolini (Marche)
Maruzzelle (Termoli)
Lumachini (Puglia)
Cucciuletti, (Porto S.Giorgio)

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Martellüne

Martellüne s.f. = Martinicca

Nei veicoli trainati dagli animali, freno a ceppi che si aziona manualmente mediante particolari meccanismi.

Funzionamento: mediante carrucole che moltiplicano la potenza di trazione, si aziona una leva in legno, che tirando due corde sposta un paletto in avanti e pone due ceppi in legno (o di acciaio) a contatto con la ruota.

Praticamente con questi leveraggi vari, agisce direttamente contro il cerchione delle ruote. Il paletto traversino con i ceppi di legno è ben visibile nella foto.

I carrettieri lo azionavano in discesa, per evitare che il peso del carro e del carico travolgesse il cavallo e come freno di stazionamento durante le operazioni di carico e scarico.

Per la bicicletta e per i veicoli a motore è chiamato con termine simil-italiano ‘u fröne (pl. i früne).

La locuzione mené ‘a martellüne ha quindi il significato di “frenare”, anche in senso metaforico.

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Mariulìzzje

Mariulìzzje s.f. = Furfanteria

Furto, ruberia, truffa, ladrocinio.

Quando qualche sciagurato si procura da vivere con espedienti è dedito a furfanterie, raggiri, truffe costui cumbüne mariulìzzje = compie misfatti. Alla larga!

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