Mariùle

Mariùle s.m. = Ladro

Veramente in italiano il termine simile “mariolo” ha un significato più esteso, ossia identifica una persona disonesta, furfante, imbrogliona, canaglia.

Attribuendo a mariùle il solo significato di ladro ritengo che questa volta il dialetto sia stato limitativo per l’estro…del mancato galantuomo.

Al plurale è invariabile: ‘u/’i mariùle= il ladro, i ladri.

Al femminile, singolare e plurale, è ‘a/’i mariöle = la ladra, le ladre.

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Marìcule

Marìcule s.f. = Mora di rovo

Frutto composto del rovo (Rubus ulmifolius), formato da piccole drupe. Credo che sulla scorta della lingua latina (lente-lenticula; parte-particula) che derivi da mora-moricola, piccola mora.

Qlcu pronuncia anche marìchele.  Si raccolgono a settembre giusto per spiluccare, perché c’è poco da spolpare…
Erano usate anche per farne confetture “domestiche”, ma il rischio di pungersi ha fatto desistere i temerari raccoglitori di una volta.

L’arbusto da cui nascono le more, il roveto, è detto (clicca→) revutéle.

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Mareté

Mareté v.t. = Maritare

Accasare, fare sposare, dare marito a una donna nubile.

Cungètte ce völe mareté pe Luìgge! = Concetta vuole sposare Luigi (si vuole sposare con).

‘Sta fìgghja nòstre ce féje venì ‘i strìseme… Facìmele mareté! = Questa nostra figliola si fa venire le smanie… Facciamola sposare!

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Marasciùle

Marasciùle s.m. = Rucola selvatica.

Pianta annuale (Diplotaxis erucoides) simile alla notissima ruchetta, ma da sapore un po’ meno accentuato. Cresce nei vigneti e lungo il ciglio delle stradi campestri.

Questa ha foglie più larghe e fiori bianchi, la ruchetta ha foglie strette e fiori gialli.

Fa parte anche questa della minestra rustica delle erbe miste (i fògghje meškéte).

Grazie a Enzo Renato per i suggerimenti sulle erbe campestri.

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Maramè!

Maramè! inter. = Oramai!

Cosa vuoi che sia… Arrivati a questo punto…

L’ho sentita da mia madre. Forse ha un’influenza Montanara, verificheremo.

Meh, daccìlle doje öve a Nannüne: che vole jèsse? Maramè! = Beh, dàgliele due uova a Nannina,: che vuoi che sia? Arrivati a questo punto….

Nella parlata più antica significava anche: ahimé, povero me, misero me.

Jì mùrte marìteme! Maramè cüm’agghja fé?
 = È morto mio marito! Ahimè come farò (a portare avanti la famiglia senza sostegno economico)?

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Marambrùgghje

Marambrùgghje s.m. = Caos

Caos, massima confusione, complicazioni, gran casino.

Per estensione significa anche pettegolezzo:

Quedda zìnghere sté facènne ‘nu sorte de marambrùgghje!” = Quella pettegola sta combinando un grande imbroglio.

Deriva forse da malo-imbroglio

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Maragghjöne

Maragghjöne s.m. = Mareggiata, cavallone

Burrasca marina che si verifica lungo le coste, caratterizzata da violente raffiche di vento tali da creare ondate altissime e rovinose.

Alto maroso: onda alta e violenta, tipica del mare in burrasca.

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Maradòsse

Maradòsse sopr.

Soprannome di un simpatico personaggio, piccolo commerciante ambulante, che in gioventù girava per le strade con un carrettino carico di varie mercanzie trainato da un somarello. In età più avanzata esponeva le sue carabattole sul marciapiede della villa Comunale, vicino alla Chiesa Stella Maris.

Per l’etimologia , assolutamente sconosciuta, mi piace lavorare di fantasia:

a) può significare Paradosso, termine filosofico scient., “dimostrazione che, partendo da presupposti riconosciuti validi, arriva a conclusioni che sembrano contrastare col senso comune o che appaiono contraddittorie”.
Ma non credo che il popolino che affibbiava i soprannomi si intendesse di filosofia…

b) può derivare da Para dòs, ossia “per due” in lingua spagnola, parlata dagli Italiani emigrati nel ‘900 in Venezuela o in Argentina. Ordinazione al bar. “Un ruhm”. L’amico si accoda: “para dòs!”.

c) Il lettore Lino Brunetti dà la versione pervenutagli da sua madre, sarta di professione. La signora asserisce che “marados” era il nome straniero storpiato di una ditta di mercerie, era una marca in pratica. Il povero Maradòsse, defunto da pochi anni, lo lanciava come richiamo, quando si fermava agli incroci con la sua carrettella, all’epoca in cui tutti i nomi erano italianizzati per legge, cioé prima della guerra, per dare un tocco esotico al suo richiamo, alla sua mercanzia.

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Mappüne

Mappüne s.f. = Straccio, cencio.

Va bene anche scritto mappïne, perché a mio giudizio le vocali ü ï sono omofone.

Il prof. Michele Ciliberti (che ringrazio) mi suggerisce che deriva dal greco “màppos” significa tovaglia, strofinaccio, straccio

Quindi: ‘mappina’ = piccola mappa.

Successivamente è passato a significare ‘pezza da piede’, tovagliolo di stoffa quadrato che i soldati italiani ricevevano in dotazione fino alla seconda guerra mondiale, con la funzione di avvolgere i piedi, a mo’ di calze.
I polpacci erano fasciati da una benda di stoffa di lana grigioverde, dello stesso colore dell’uniforme.

Lascio alla fantasia dei lettori immaginare lo stato pietoso in cui si riducevano queste mappïne dopo chilometri e chilometri di marcia.

Perciò il termine mappüne, dagli altari alla polvere, ha assunto un significato molto negativo.

Difatti lo si può riscontrare nella locuzione verbale fé a mappüne = strapazzare, bistrattare qlcn.

Simile all’altra locuzione fé a pèzze da pjite= maltrattare, umiliare.

Oggi significa più specificamente pezza, strofinaccio da cucina, cencio, straccio.

Etimologicamente potrebbe anche derivare, come diminutivo, da  màppele (attenzione all’accento sulla à).

Questa è una parte della rete da pesca, priva di armatura (ossia senza sugheri e piombi) non più utilizzabile perché lacerata, e destinata perciò alla spazzatura.

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Mappélöne

Mappélone s.m.= Manrovescio

Ceffone inferto con il dorso della mano, al contrario di recchjéle che si dà con il palmo della mano.

In un modo o nell’altro..è meglio evitarli!!!

Se la sberla non è troppo forte, può chiamarsi: ‘u mappéle.

Da non confondere con ‘a màppele: cambia il genere, l’accento tonico e pure il significato

Se nen te sté ferme, mo’ te mènghe ‘nu mappelöne = Se non stai fermo, ora ti assesto uno schiaffone.

Da non confondere con il termine italiano mappale, ad uso dei geometri e degli agrimensori, relativamente alle mappe catastali.

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