Mappélöne

Mappélone s.m.= Manrovescio

Ceffone inferto con il dorso della mano, al contrario di recchjéle che si dà con il palmo della mano.

In un modo o nell’altro..è meglio evitarli!!!

Se la sberla non è troppo forte, può chiamarsi: ‘u mappéle.

Da non confondere con ‘a màppele: cambia il genere, l’accento tonico e pure il significato

Se nen te sté ferme, mo’ te mènghe ‘nu mappelöne = Se non stai fermo, ora ti assesto uno schiaffone.

Da non confondere con il termine italiano mappale, ad uso dei geometri e degli agrimensori, relativamente alle mappe catastali.

Filed under: MTagged with:

Màppele

Màppele s.f.. s.m.= Rete da pesca, sberla

a) la màppele (al femminile-accento sulla à)) indica in effetti è solo una parte della rete, ossia il corpo centrale con maglie più fitte, collegata alla cimosa, ossia alla parte alta, quella unita alla sagola con i galleggianti, e alla parte di fondo, quella attaccata alla sagola con i piombi- Così unita, màppele, sóreve e chjómme(rete, sugheri e piombi) la rete è detta arméte= armata, ossia completa, pronta per la pesca.

Quando, nonostante le numerose rammendature, la rete non è più idonea, viene “disarmata”. Ossia si ricuperano la parte superiore e quella inferione, e si elimina la màppele, sostituendola con una nuova.

Se per caso io avessi capito male la spiegazione tecnica, riportandola quindi errata, accetto volentieri i vostri suggerimenti, pronto a correggere questo articolo.

b) ‘u mappéle (al maschile-accento sulla é) indica una sberla. (clicca qui ⇒ mappelöne)

Filed under: MTagged with: ,

Manzegnöre

 

Manzegnöre  s.m. = Monsignore

Appellativo di vescovi, patriarchi, abati mitrati secolari e di tutti i prelati facenti parte del corteggio del papa in cerimonie, o atti pubblici.

Presumo che sia la trasposizione del francese mon-seigneur = mio signore. I Francesi negli appellativi usano sovente il possessivo: madame, mesdames = mia dama, mie dame = signora/e; mademoiselle, mesdemoiselles = mia damina, mie damine = signorina/e; monsieur, messieurs = mio signore, miei signori.

Da noi, per antonomasia, Manzegnöre è sua Eccellenza l’Arcivescovo in carica. Non c’è bisogno di indicare il nome: Manzegnöre e basta.

La gerarchia ecclesiastica impone che, rivolgendosi direttamente al Vescovo,  si debba usare il titolo di Eccellenza. Al Cardinale quello di Eminenza e al Papa l’appellativo di Santo Padre o Santità.
Se si fa loro un riferimento, su usa scrivere, o dire prima del nome: sua Eccellenza, sua Eminenza, sua Santità. 
Esempio:
Sua Santità Papa Ratzinger, tramite sua Eminenza il cardinale Giovanni Battista Re, assegnò a sua Eccellenza Monsignor Vincenzo Castoro, la Diocesi di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo.

Filed under: MTagged with:

Manuèlle

Manuèlle s.f. = Mandorla acerba

Presumo che derivi dalla contrazione di “mandorla novella”.

Ha un nome specifico perché noi Pugliesi la mangiamo con tutto il mallo, quando il guscio non ha iniziato la fase di indurimento e il seme – detto “frutto” – è ancora acquoso e dolciastro.

Per evitare fastidiosi mal di pancia se ne sconsiglia un uso esagerato.

Insomma la mènele, quantunque acerba, viene assalita sul ramo prima di crescere completamente.

Filed under: MTagged with:

Manùcchje

Manùcchje s.m. = Mannello, manipolo

Quantità di spighe che possono essere contenute in una sola mano prima di essere recise con la falce dal mietitore, quando non si usavano le macchine agricole per l’esiguità del campo.

Deriva certamente da “mano”.

I vari manùcchje, legati insieme costituivano la grègne, il covone.

Filed under: MTagged with:

Manöre

Manöre s.f. = Maniera

Modo particolare di fare, di agire, di comportarsi.

Al plurale fa manjire. Quèdde töne ‘i manjire = Costei ha garbo, ha bei modi di prrsentarsi di proporsi.

Jü parle, e to fé de ‘n’ata manöre = Io dico una cosa e tu ne fai un’altra.

C’ì menéte ‘mbacce de quedda sorte de manöre = Mi ha aggredito verbalmente in una maniera strepitosa e inattesa.

Filed under: MTagged with:

Manopàtte

Manopàtte s.m. = Monopattino

Veicolo giocattolo formato da una pedana lunga e stretta con due piccole ruote e
un manubrio, che si aziona restando dritti con un piede sulla pedana e spingendo con l’altro a terra.

L’immagine mostra uno molto ben rifinito.

Quello fatto da noi invece era molto rustico e spartano.

La pedana e il manubrio erano connessi per mezzo della  ferratüre, ossia uno snodo con spinotto a occhiello, per congiungere l’asse verticale con quello orizzontale, e consentire la sterzata.
Sfilato lo spinotto i due assi si potevano sovrapporre per ridurre l’ingombro quando lo si riponeva in casa.

Il monopattino di legno della nostra generazione (1947-1950), rigorosamente costruito con le nostre mani. aveva  le ruote formate da cuscinetti a sfera “sballati”,  scartati dai meccanici perché logori

Mio padre, che era fabbro, mi costruì una ferratüre metallica che congiungeva le assi senza bisogno del consueto tacchetto di legno a supporto.

‘U manopàtte, ci impegnava in memorabili spericolate gare di velocità sull’asfalto liscio della discesa di Via del Seminario.  Alcuni lo facevano sdraiati sulla (clicca qui→) cariöle.
Se nessuno di noi ci ha rimesso la pelle, bisogna convincersi che esiste davvero l’Angelo Custode dei bambini. Per noi si è particolarmente impegnato dimostrando competenza ed efficacia!

Ogni tanto tornavamo a casa con abrasioni ad un ginocchio o ad un gomito a causa delle rovinose cadute…
Bisognava tacere e nascondere la ferita, altrimenti c’era pronto …il resto del carlino.

Filed under: MTagged with:

Mannüle

Mannüle s.m. = Asciugamano

Rettangolo più o meno ampio di tessuto in fibra naturale, che serve per asciugare il corpo (…non solo le mani).

Forse deriva dal greco μαντήλι (leggi mantili) fazzoletto, tela.

Riporto quanto suggeritomi dal lettore Alfredo Rucher:

“Andrea Camilleri usa la parola mandillo, che indicava il fazzoletto usato dalle donne del sud per coprirsi il capo; ma probabilmente il termine deriva dal latino mandilio, fazzoletto in cui secondo un’antica leggenda, fu impresso il volto di Cristo”

Filed under: MTagged with:

Manné accatté ‘u petrusüne

Manné accatté ‘u petrusüne = loc.id. = rifiutare, mandare indietro, non accettare

Alla lettera significa: mandare qlcu a comprare il prezzemolo. Ossia, non propriamente mandare una persona a quel paese, ma figuratamente e con eleganza – non ritenendola idonea, degna, meritevole – classificarla una nullità, come un infante cui non si può affidare un incarico impegnativo.

La pittoresca locuzione si pronunciava in risposta, ad esempio, a chi chiedeva se davvero una ragazza avsse ricevuto profferte d’amore da un giovinotto, non ritenuto proprio il principe azzurro:

E che fazze? ‘U manne accatté ‘u petrusüne? = Che me ne faccio di un soggetto così?

Come per dire: non è il mio tipo, non mi piace, non sento attrazione vero costui, non mi è simpatico, è ancora un ragazzino, può fare solo il garzone di bottega, andasse a proporsi a qualcun’altra, ecc..

Filed under: MTagged with:

Mannàgghje

Mannàgghje inter.= Mannaggia

Imprecazione che esprime impazienza, contrarietà, stizza, disappunto, maledizione.

Deriva da “male ne abbia”- mal n’abbia – mannabbia – mannaggia – mannagghja, fino all’abbrev. .gghjià….

Filed under: MTagged with: