Maccagne s.f. = Bonaccia
Totale assenza di vento. In italiano si dice bonaccia morta, così in dialetto è maccàgna morte e in tempi più recenti anche bunazza mòrte.
Gergo marinaresco. La bonaccia, nei tempi in cui la marineria si muoveva solo con trazione remo-velica, era temuta come la tempesta.
La prima perché non consentiva l’uscita per la battuta di pesca, né tantomeno il rientro a terra.
La seconda perché metteva a repentaglio la vita stessa dell’equipaggio.
Derivazione probabile dalla fusione di manganze (mancanza, assenza) e da majagne (magagna, carenza). Non ci giurerei su questa mia intuizione, come sempre. Ci sono fiori di linguisti che ne sanno molto più di me.
A voi la parola!
Un vecchio pescatore nonagenario ha sollevato un distinguo: maccagna morte indica la totale assenza di vento, ragion per cui il mare è liscio come l’olio. Invece con la bunazza morte il vento è appena appena percettibile ma non ha energia per gonfiale le vele, e il mare è lievemente increspato.


In italiano la voce lumino (simile al nostro lumüne) indica un cilindretto di cera con stoppino incorporato da noi detto ceròtte.
I lumini fino a pochi decenni fa erano confezionati rigorosamente a mano da qualche donnetta che ci guadagnava qualcosa vendendoli a dozzine. Poi sono stati messi in commercio i lumini industriali, formati dal solito stoppino che pesca nell’olio sorretto da una specie di treppiedi di alluminio e un dischetto di sughero, tuttora usato dalle nonne fondamentaliste, intransigenti sulle loro tradizioni.