Arzìcule s.f. = barretta ferma ruota.

Si tratta di un oggettino che tutti noi abbiamo visto sul carrettini spinti a mano sui carri a trazione animale. Il nome era conosciuto solo dagli addetti ai lavori (carrettieri, fabbri, carradori).
È una barretta di ferro foggiato con un ingrosso nella parte superiore, che si infila in un foro (detto “occhio”) posto ad ognuna delle due estremità dell’asse su cui si montano i mozzi, allo scopo di non far sfilare le ruote dal loro alloggiamento.
Molte rezzìcule dispongono anche di un anello nella parte inferiore, specie quelle montate su carri grandi. L’anello impedisce la sua accidentale fuoruscita dall’ “occhio” dell’asse a causa del percorso accidentato.
Accettabile anche scritto arzìchele, rezzìcule, rezzìchele,
«È il segmento dell’arto superiore che unisce il braccio all’avambraccio con l’articolazione omero-cubito radiale» (dal Treccani). Foto reperita in rete.
Pesce di mare (Trachinotus ovatus) diffuso in tutti il Mediterraneo e nell’Oceano Atlantico, dalla Manica all’Africa equatoriale. Vive a ridosso della costa.