Mamurce s.m. = Sgorbio, scarabocchio.
Il sostantivo al singolare o al plurale resta invariabile
Alcuni pronunciano mamùcce, omettendo per rapidità la “r”. Accettabile.
Quando non esistevano le biro e si scriveva con il pennino intinto nell’inchiostro liquido, molto più facilmente gli scolari macchiavano libri e quaderni loro e altrui.
La locuzione mamùrce p’i ‘ndùrce è un simpatico rafforzativo con la rima, per definire quegli orribili sgorbi riscontrati sui quaderni o sulle pagine dei libri dei bambini con poca dimestichezza con il pennino, perché appena agli inizi sulla strada dell’apprendimento della scrittura.
I ciambe de mosche = le zampe delle mosche = anche questi possono essere considerati scarabocchi o meglio indicano una scrittura incomprensibile che poteva causare un brutto voto in materie che non esistono ormai più, come ed esempio “la bella scrittura”.
A proposito di scrittura la penna che si usava fino agli anni ’50 era composta di tre parti: astecciùle (asticciola) cagnùle (supporto metallico a innesto) pennüne (pennino). Gli adulti usavano la insuperabile penna stilografica (con serbatoio d’inchiostro incorporato)

«È il segmento dell’arto superiore che unisce il braccio all’avambraccio con l’articolazione omero-cubito radiale» (dal Treccani). Foto reperita in rete.
Pesce di mare (Trachinotus ovatus) diffuso in tutti il Mediterraneo e nell’Oceano Atlantico, dalla Manica all’Africa equatoriale. Vive a ridosso della costa.