Rüsce s.f., s.m. = Carbonella, refolo, baldanza
1) Rüsce, s.f. = Carbonella
Si tratta di carbone vegetale spezzettato, tuttora in vendita in sacchetti di carta preconfezionati, usato per preparare la grigliata.
Anticamente veniva usata per riscaldamento domestico, accesa in capienti bracieri, e coperta di cenere per prolungarne la durata.
Era possibile acquistare la rüsce già accesa dai fornai, quando la rimuovevano dal forno, essendo un residuo della legna usata per riscaldarlo, prima di introdurvi il pane per la cottura.
Ci si recava al forno con un secchio o un altro recipiente, e con pochi spiccioli si otteneva una palata di rüsce ardente che alimentava il braciere fino a sera.
Potrebbe derivare dal francese (charbon) roussi = carbone bruciato, o dall’aggettivo rouge = rosso.
Nel Salento è detta roscia o croscia o vroscia.
I pezzi grossi del carbone erano detti carevüne a ciocche = carboni a ciocco.
2) Rüsce, s.m. = Alito di vento leggero, foriero del successivo rapido rafforzamento.
Mò ce jàveze ‘u rüsce = Ora si solleva una refola di venticello.
In ambiente marinaresco chiamano ‘u rüsce anche il rumore della risacca.
3) Rüsce v.i. = Prebollire, borbottare dell’acqua in pentola prima che inizi a bollire.
Il verbo è difettivo, e viene usato solo alla terza persona singolare dell’indicativo presente.
A Cerignola pronunciano rousce (probabile derivazione dal latino rugire)
4) Rüsce s.m. = baldanza, spavalderia, disinvoltura.
È un termine decisamente desueto sentito solo recentemente e per caso. Non conoscendone il significato ho insistito per farmelo spiegare.
Indica la tracotanza dei ragazzotti per compiacersi del proprio fisico, specie in presenza delle pulzelle, perché diventi un’attrattiva per esse. Roba da palestrati che evidenziano la propria muscolatura come fanno i pavoni quando esibiscono a ventaglio la loro variopinta coda.
Le doti intellettive, ammesse che ci siano, restano chiuse nella loro scarsa scatola cranica.

.La Rucola è una pianta annuale della fam. delle Brassicacea.