Reggjitte

Reggjitte s.m. = Riposo

Riposo, quiete, tranquillità, serenità.

Ne sté fèrme ‘nu menüte, ce möve sèmbe, nen pöte trué reggjitte, e che ca…! = Non sta fermo un minuto, si muove sempre, non può trovare quiete. E che diamine!

Anche questo termine proviene direttamente dal latino receptus  che significa  rifugio, quiete, riposo, calma.

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Reggiüna Caitù

Reggiüna Caitù n.p. = Regina Taitù

Taitù (Taieku in amarico), moglie di Menelik, Imperatore di Etiopia all’inizio del 1900, era una donna forte che difendeva l’indipendenza del suo Paese e che diede un contributo decisivo al raggiungimento di questo obiettivo.

Dagli Italiani fu considerata una nostra nemica, ma aveva il dovere di esserlo, perché l’Italia prima del 1915 voleva invadere quel Paese.

Sarebbe come se le truppe della Croazia volessero conquistare la Puglia, o quelle della Libia sbarcassero a Pantelleria. Gli spareremmo addosso senza indugi!

Fecero bene allora gli Etiopi a difendersi dai nostri tentativi di assalto.

Ma che c’entra questa donna con il nostro dialetto? La storpiatura del nome era dovuto all’analfabetismo diffusissimo all’epoca.

I nostri nonni – quando qualche donna con manie di grandezza disprezzava a destra e a manca per mettersi al centro dell’attenzione generale – la additavano ironicamente: E che, jì arrevéte ‘a Reggiüna Caitù? = Ma che, è arrivata la Regina Taitù?

Ma la vera Taitù era bella, nera, imponente, fiera, dignitosa.

Dal 1900 ai tempi della mia fanciullezza erano passati 50 anni, e di bocca in bocca Taitù si chiaramente è storpiata in Caitù così come l’ho captata io.

Se volete approfondire l’argomento cliccate → qui

 

 

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Reggetté

Reggetté v.t. = Collocare

Sistemare, piazzare, porre, posare

Può significare anche seppellire, inumare (sotto terra) o tumulare (nella tomba) un cadavere

Sii riferisce alla salma che viene deposta in un loculo definitivamente.

Usato illogicamente anche in forma riflessiva: puverjille, ce jute a reggetté = poverino, si è andato a seppellire.

Come se il morto fosse andato a mettersi da solo nella nicchia.

Deriva da reggjitte, nel senso di calma, pace, riposo.

R.I.P. = Requiescant in pacem, riposa in pace, truve reggjìtte.

Altro esempio: m’hanne reggettéte ‘stu ‘mbìcce, e vàttela sbrùgghje = Mi hanno mollato questa fastidiosa incomberza, e vattela a sbrogliare.

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Refalde

Refalde aggettivo e sostantivo maschile = falso, sleale
Persona inaffidabile, da cui è meglio guardarsi.

È capace di compiere qualsiasi misfatto pur di raggiungere il suo tornaconto.  Insomma un vero mascalzone, un furfante della peggiore specie.

Linguisticamente potrebbe derivare dall’italiano “ribaldo”, che significa proprio canaglia, delinquente, farabutto, ecc.

Il termine refalde è usato ormai solo dalle persone anziane, perché ormai è andato quasi in disuso. I giovani di oggi preferiscono un linguaggio più diretto per definire certi soggetti: strunzelöne, fìgghje de zòcchele, desgrazzjéte, tranganére, ecc.

Talora, se riferito al femminile, l’aggettivo refalde cambia il significato originario, pur rimanendo un forte dispregiativo.
Infatti indica una donna sporcacciona, trascurata, lurida, che non ha cura né della casa né di se stessa.
Le conseguenze della sua sozzura balzano evidenti agli occhi e soprattutto al naso degli astanti.
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Recotta-tòste

Recòtta-tòste s.f. = Ricotta salata

Alla lettera significa ricotta dura, indurita per la stagionatura.

Questo latticinio stagionato deriva dalla normale ricotta, cui viene aggiunto sale per la sua conservazione, e la sua successiva asciugatura.

Molto apprezzata sia mangiata tel-quel come companatico, sia grattugiata sui maccheroni conditi al sugo di pomodoro fresco e basilico.

Tipico piatto manfredoniano: Làjene rìcce e recotta toste.

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Recöne

Recöne sf = Angolo, riparo

Deriva dallo spagnolo recòn = angolo, ed è inteso con lo stesso significato anche in dialetto.

“Vòtte ‘u vinde jògge! Mettìmece alla recöne!” = Tira vento oggi! Poniamoci al riparo (dietro l’angolo)

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Recléme

Recléme s.m. = Pubblicità

La pubblicità è l’anima del commercio. Questo enunciato globale ci fa sopportare pazientemente il bombardamento che perviene attraverso tutti i mass-media (pronunciamo media, non midia alla maniera inglese, perché è latino: medium, media).

La parola recléme, con corruzione pugliese, deriva direttamente da réclame s.f., inventato dai francesi, i quali preferiscono però, almeno in tempi più recenti, il termine annonces.

Da non confondere con l’italiano reclamo, che vale protesta, lamentela.

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Recchjöne

Recchjöne agg. e s.m. = Omosessuale, pederasta

Ha una valenza negativa, retaggio degli anni passati.

Oggi si dice gay, che in inglese significa allegro, disinvolto. La parola nascerebbe come acronimo di Good As You (G.A.Y.), cioè “buono/valido quanto te”.

Se qualcuno mostra tendenze omosessuali non desta più ostracismo come nel secolo scorso. Se lo fa al giorno d’oggi viene etichettato come omofobo.

La civiltà, la maturità raggiunta suggerisce che i gusti sessuali dei gay devono prescindere dalla sua persona, dalla sua cultura e dalla sua intelligenza: insomma se uno è recchjöne, i suoi gusti sessuali riguardano solo lui.

Quando qlcn dichiara di essere omosessuale dicesi che fa outing =  esternare.

L’aggettivo secondo alcuni deriva dallo spagnolo Orejones (nome dato dagli spagnoli (da oreja -orecchio) ai  Peruviani nobili, viziosi e corrotti che si facevano forare ed allungare le orecchie.

Secondo altri, deriva sempre dallo spagnolo maricón, ossia hombre afeminado = uomo effeminato.

Io penso più semplicemente alla malattia detta Parotite o Orecchioni.
Infatti leggo su Wikipedia che se questa malattia colpisce in età adulta, può portare sterilità, dato che il virus può spostarsi, tra i vari distretti, anche ai testicoli o alle ovaie, causando nel 30% dei casi maschili severe orchiti e nel 5% dei casi femminili delle ovariti.

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Recchjetèlle

Recchjetèlle s.f. = Orecchiette.

Si tratta di una pasta alimentare fatta in casa dalle nostre brave massaie. Tipica della Puglia e della Basilicata.

Viene confezionata a mano, con l’ausilio di un coltello a punta arrotondata, tagliando tanti tocchetti da un cannello di pasta (acqua e farina).
La preparazione richiede molta abilità e pazienza.
Ora è possibile acquistarle nei negozi che confezionano la pasta fresca. Sono ottenute da apposite macchine. Non è proprio la stessa cosa, ma è passabile.

Si cuociono talvolta assieme alle altrettanto famose cime di rapa, e più spesso con un ragù di agnello.

 

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Recchjéle

Recchjéle s.m. = Ceffone.

Specificamente è uno schiaffone a mano aperta che colpisce il malcapitato tra guancia e l’orecchio (da cui il nome) con il conseguente perdurante rimbombo sibilante all’interno del padiglione auricolare

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