Nazzeché v.t. = Cullare
Far addormentare o calmare il bambino facendo oscillare la culla, detta (clicca→) navìcule.
Dondolare tra le braccia il bambino accompagnando il movimento con cantilene.
Le donne anziane tenendo il bimbo in braccio, facevano un movimento avanti-indietro sulla sedia, prima sul davanti, e poi – spingendo la spalliera – all’indietro, senza rischio di stramazzare a terra!
Per far dormire il pupo “a braccia”, ossia senza culla e senza sedia, l’italiano adopera un bellissimo verbo: ninnare, ossia fare addormentare i bambini cullandoli e canticchiando la ninnananna (vocabolario Sabatini-Coletti.)
Nella forma intransitiva nazzecàrece significa dondolarsi, specialmente di un dente che non è saldo nel suo alveolo ed è prossimo alla caduta.
Ce nazzecöje u dènte de nnanze = dondola il dente davanti.
Lettino per neonati, di solito con la base a dondolo per facilitare il sonno al pupo. Noi per “dondolare” usiamo il verbo (clicca→)
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