Jastemé

 Jastemé v.t. = Bestemmiare

Ingiuriare cose o persone cui si deve rispetto; maledire in modo molto volgare.

Ma’ Giuànne m’ho jasteméte ‘i mùrte = Mamma. Giovanni ha imprecato contro i miei parenti morti.

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Jàsceme

Jàsceme agg. = Azzimo

Il pane è azzimo quando non è lievitato.

Usato dagli Ebrei durante il periodo pasquale. Era una specie di piadina romagnola, cotto sulla piastra, senza sale e senza lievito e senza condimento. Quella almeno contiene un po’ di sugna che le dà morbidezza e fragranza.

Da il pane era ritenuto jàsceme quando la lievitazione non avveniva perfettamente, o perché la temperatura ambiente era troppo bassa, o perché il tempo intercorso fra la lavorazione dell’impasto e l’infornatura era stato troppo breve e non aveva consentito al lievito di agire compiutamente.

Il pane in questo caso, a fine cottura risultava basso, pesante, con pochi buchi e indigesto.

Insomma si mangiava lo stesso proprio per non buttare la grazia di Dio.

Ho parlato al passato perché oggigiorno nessuno più fa il pane in casa (almeno nelle gigantesche pagnotte da 5 kg), nemmeno nei paesini del Sub-Appennino Dauno.

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Jàrze

Jàrze s.f. = Branchie

Organi respiratori dei pesci, di solito situato ai lati della testa dei pesci e di altri animali acquatici, filamentoso o lamellare, ricco di vasi sanguigni.

È un ottimo sistema per accertare la freschezza dei pesci ispezionare le sue branchie. Se sono rosse il pesce è fresco, se sono grigiastre e meglio lasciarli sul banco.

Per similitudine si dicono jàrze le fauci spalancate di qlcu che urla o che si appresta ad addentare un panino.

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Jaròfene

Jaròfene s.m. = Garofano

Il garofano (Dianthus caryophyllus) è una pianta appartenente alla famiglia delle Cariophillacee e conta numerose specie.

È utilizzata come pianta ornamentale perenne nei giardini, o in vaso per terrazzi e appartamenti, dove può fiorire per molti anni.

È usata anche per usi trerapeutici. Difatti i chiodi di garofano hanno proprietà antisettiche, antidolorifiche e antibiotiche.

Nonostante tutte queste belle qualità, il termine è usato spregiativamente per descrivere una persona scapestrata, un bellimbusto sfacciato.

Uì, mò ce ne vöne ‘u jaròfene = Eccolo, ora si presenta lo sfrontato. Ossia si presenta come se non fosse accaduto niente, mentre…

Nota di fonologia. Come quasi tutte le parole che in italiano iniziano per ‘g’, in dialetto subiscono la trasformazione in ‘j’ o la perdono proprio: uèrre, uànde, jatte, jennére, uasté, jallüne, manejé, , ecc.. = guerra, guanto, gatta, gennaio, guastare, gallina, maneggiare,

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Jamme-suttüle

Jamme-suttüle agg. e soprann.= Gambe sottili

Gambe sottili, con scarsa muscolatura.

Celebre bevitore di vino, dalla larghissima resistenza all’alcol, faceva coppia fissa assieme a tale Selujistre, Silvestro (tipo Doppio Rum e Salasso dei fumetti).

Capitava che si incontrassero nella stessa occasione di bevuta. In sinergia si scendevano un paio di litri a testa senza nemmeno scomporsi.

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Jàmme a chjurlüne

Jamme a chjurlüne loc.id. = gambe arcuate

Conformazione ossea che presenta l’asse femore-stinco un’angolatura verso l’interno (190°-gambe ad arco), invece di essere allineato (180°-gambe dritte). Nel valgismo fisiologico invece l’angolatura va verso l’esterno (170°-gambe ad x).

Viene pronunciato in segno di spregio, come se il poveretto questo inestetismo se lo sia procurato da sé per incuria o per stravizi.

Ritengo che derivi dalla forma del becco del chiurlo (chjurlüne), un uccello palustre dal becco ricurvo.

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Jammarjille

Jammarjille s.m. = Gamberetti di scoglio

Il gambero pescato in mare aperto ha una taglia media di 10 cm, ed il corpo a forma cilindrica, rivestito da una corazza non molto coriacea, che durante la crescita cambia diverse volte per ricrearne una nuova.

Esistono circa 30 mila specie di gamberi in tutto il mondo.

I gamberi del genere Palaemon(Palaemon serratus eealaemon elegans), conosciuti col nome comune di gamberetti di scoglio, sono crostacei più piccoli, dalle abitudini soprattutto notturne, sebbene sia facile trovarne anche di giorno sollevando pietre o nelle pozze di scogliera.

I palaemon sono dei gamberetti generalmente molto ricercati gastronomicamente sia dagli uomini che dai pesci!  Difatti i pescatori dilettanti li catturano col retino, pochi per volta, allo scopo di usarli come esca.

Un tipo di gamberetto diffuso è detto mazzancolla (Penaeus kerathurus).

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Jamére

Jamére agg. = Amaro

Amaro, che ha sapore contrario al dolce, come la china, il fiele, il caffé non zuccherato.

Mel Bar Monticchio, entro barcollando un tizio mezzo ubriaco, e per farsi passare i fumi dell’alcol, dietro consiglio di un amico, ordinò in italiano: “Ciccillo, per piacere, fammi un caffé tutto jamaro!”. Beh, non è italiano “jamaro”?

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Jallìcchje

Jallìcchje s.m. = Spicchio

Ciascuna delle parti staccabili, avvolte da una sottile pellicola, di cui è costituito il frutto degli agrumi.

In italiano il sostantivo “spicchio” indica anche ciascuna delle parti di cui, in numero variabile, è composta  la testa dell’aglio.

È detta “spicchio” anche una fettina di agrume tagliata  con il coltello a disco o a semicerchio, usata dai pasticcieri e dai barman  a scopo aromatico e decorativo.

In dialetto invece il termine è molto specifico, ossia indica lo spicchio naturale, avvolto nella propria pellicina, così come appare nella prima foto sotto il titolo.

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Jalle 

Jalle s.m. = Gallo, galletto

Dicesi anche  o jallócce o jaddócce.

Uccello domestico, maschio della gallina, con grande cresta e piumaggio vistoso specialmente nella coda.

Modo di dire, riferito ai Foggiani, che festeggiano il 15 agosto: Sanda Marüje ‘nu jallócce a tèste = Santa Maria, un galletto a testa. Non si bada a spese!

In tempo di ristrettezze, un pollo a testa era ritenuta una biasimevole enormità.

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