Jatta-mamöne

Jatta-mamöne s.m. = Gatto mammone

Personaggio fantastico, come papunne, nannurche, jatta masciére.
Era uno spauracchio per i bambini evocata dalle mammine allo scopo di tenercli buoni.
Parlo al passato perché i bimbi di oggi sono scafati, e a queste cose non ci credono
Per la verità nemmeno noi ci credevamo troppo,  altrimenti saremmo cresciuti tutti complessati e senza alcun sostegno psicologico.

Il maggior deterrente alle nostre monellerie era la temutissima ciabatta volante!

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Jatta-a-rianéte

Jatta-a-rianéteGatta in tortiera

Sapete che cos’è la rianéte: una tortiera di patate al forno con pezzi di carne di agnello, o di baccalà, o di coniglio.

Beh, per ingannare qlcu gli si propinava la carne di gatto al posto di quella del coniglio.

Quindi Jatta-a-rianéte è sinonimo di inganno, frode, raggiro.

A meno che la pietanza di gatto non venga servita ad un Cinese o a un Vicentino, notoriamente ghiotti di gatti.

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Jatechére

Jatechére s.m. = Commerciante

Generalmente queste persone esercitavano il commercio ambulante di pesci e prodotti del mare. Spesso si spingevano oltre le mura cittadine (a Foggia o a Monte e a S.Giovanni).

Erano detti anche jaddechére o vjatechéle.

Si usava questo termine per distinguerlo dal pescatore vero e proprio (‘u marenére), che raramente vendeva il suo pescato in proprio.

Nel Vastese (detti ugualmente viaticari) questi commercianti portavano i pesci nelle località interne e li barattavano con formaggi, olio, vino e prodotti della terra.   Ora con la motorizzazione diffusa, ognuno usa i propri mezzi per fare acquisti secondo necessità.

Il termine deriva dal latino viaticum = per la via. Quindi (venditore) ambulante.

Nell’antica Roma per viaticum si intendeva quanto (provviste, indumenti ecc.) era necessario per affrontare un viaggio.

Per “viatico” si intende ora, per estensione,anche la Comunione somministrata ai moribondi per affrontare l’ultimo viaggio.

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Jastöme

Jastöme s.f. = Bestemmia

Parola o frase ingiuriosa verso la divinità o le cose sacre.

Con valore attenuato, imprecazione, espressione offensiva verso qcs. o qcn.

Improperio lanciato verso cose o persone cui si deve rispetto; maledizione  rivolta  in modo molto volgare in direzione di qualche persona che ha commesso torti o nefandezze.

Ma’ Giuànne m’ho jasteméte ‘i mùrte = Mamma, Giovanni ha imprecato contro i miei parenti morti.

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Jastemé

 Jastemé v.t. = Bestemmiare

Ingiuriare cose o persone cui si deve rispetto; maledire in modo molto volgare.

Ma’ Giuànne m’ho jasteméte ‘i mùrte = Mamma. Giovanni ha imprecato contro i miei parenti morti.

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Jàsceme

Jàsceme agg. = Azzimo

Il pane è azzimo quando non è lievitato.

Usato dagli Ebrei durante il periodo pasquale. Era una specie di piadina romagnola, cotto sulla piastra, senza sale e senza lievito e senza condimento. Quella almeno contiene un po’ di sugna che le dà morbidezza e fragranza.

Da il pane era ritenuto jàsceme quando la lievitazione non avveniva perfettamente, o perché la temperatura ambiente era troppo bassa, o perché il tempo intercorso fra la lavorazione dell’impasto e l’infornatura era stato troppo breve e non aveva consentito al lievito di agire compiutamente.

Il pane in questo caso, a fine cottura risultava basso, pesante, con pochi buchi e indigesto.

Insomma si mangiava lo stesso proprio per non buttare la grazia di Dio.

Ho parlato al passato perché oggigiorno nessuno più fa il pane in casa (almeno nelle gigantesche pagnotte da 5 kg), nemmeno nei paesini del Sub-Appennino Dauno.

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Jàrze

Jàrze s.f. = Branchie

Organi respiratori dei pesci, di solito situato ai lati della testa dei pesci e di altri animali acquatici, filamentoso o lamellare, ricco di vasi sanguigni.

È un ottimo sistema per accertare la freschezza dei pesci ispezionare le sue branchie. Se sono rosse il pesce è fresco, se sono grigiastre e meglio lasciarli sul banco.

Per similitudine si dicono jàrze le fauci spalancate di qlcu che urla o che si appresta ad addentare un panino.

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Jaròfene

Jaròfene s.m. = Garofano

Il garofano (Dianthus caryophyllus) è una pianta appartenente alla famiglia delle Cariophillacee e conta numerose specie.

È utilizzata come pianta ornamentale perenne nei giardini, o in vaso per terrazzi e appartamenti, dove può fiorire per molti anni.

È usata anche per usi trerapeutici. Difatti i chiodi di garofano hanno proprietà antisettiche, antidolorifiche e antibiotiche.

Nonostante tutte queste belle qualità, il termine è usato spregiativamente per descrivere una persona scapestrata, un bellimbusto sfacciato.

Uì, mò ce ne vöne ‘u jaròfene = Eccolo, ora si presenta lo sfrontato. Ossia si presenta come se non fosse accaduto niente, mentre…

Nota di fonologia. Come quasi tutte le parole che in italiano iniziano per ‘g’, in dialetto subiscono la trasformazione in ‘j’ o la perdono proprio: uèrre, uànde, jatte, jennére, uasté, jallüne, manejé, , ecc.. = guerra, guanto, gatta, gennaio, guastare, gallina, maneggiare,

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Jamme-suttüle

Jamme-suttüle agg. e soprann.= Gambe sottili

Gambe sottili, con scarsa muscolatura.

Celebre bevitore di vino, dalla larghissima resistenza all’alcol, faceva coppia fissa assieme a tale Selujistre, Silvestro (tipo Doppio Rum e Salasso dei fumetti).

Capitava che si incontrassero nella stessa occasione di bevuta. In sinergia si scendevano un paio di litri a testa senza nemmeno scomporsi.

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Jàmme a chjurlüne

Jamme a chjurlüne loc.id. = gambe arcuate

Conformazione ossea che presenta l’asse femore-stinco un’angolatura verso l’interno (190°-gambe ad arco), invece di essere allineato (180°-gambe dritte). Nel valgismo fisiologico invece l’angolatura va verso l’esterno (170°-gambe ad x).

Viene pronunciato in segno di spregio, come se il poveretto questo inestetismo se lo sia procurato da sé per incuria o per stravizi.

Ritengo che derivi dalla forma del becco del chiurlo (chjurlüne), un uccello palustre dal becco ricurvo.

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