Ho letto in un testo napoletano che questo verbo deriva dall’arabo harasa che significa semplicemente lontano. Tipica l’espressione campana arrassu sia = lontano sia, non sia mai!
Quindi anche i derivati arrassé e arràsse, e (clicca qui→) daràsse hanno una chiara etimologia araba.
Nzìste o anche, con termine più antico, Ndìste. agg. = Vivace, attivo, ingegnoso.
L’aggettivo è attribuito alla persona che usa proficuamente la sua intelligenza, la sua capacità risolutiva, la sua dinamicità
La sua valenza positiva desta sicuramente molta ammirazione.
E mmò lu frjiche a Giuànne! Códde jì acchessì ‘nzìste! = Non è per ora che(difficilmente) riuscirai a raggirare Giovanni. Costui è così sveglio e abile!
Nel dialetto napoletano invece si indica con “Ommo ‘nzisto” una persona spavalda, prepotente.
Oltre che con il suggerimento culinario, questo Detto figuratamente asserisce e auspica che una persona capisca da sé, magari con ritardo, i suoi errori e scelga i rimedi più opportuni.
Insomma bisogna dargli tempo per riflettere con l’intento di farlo ravvedere..
Il lettore Gennaro Mastroluca, che ringrazio, è più sintetico:
«Non insistere nel cercare di convincere una persona dei suoi errori; col tempo saranno gli stessi suoi errori a dimostrargli che sbagliava».
Una madre è capace di allevare e badare a cento figli, mentre purtroppo non sempre avviene la stessa cosa da parte dei figli verso la loro mamma quando diventa anziana, specie se non è più autosufficiente.
Il numero cento è un’iperbole per indicare una pluralità in contrapposizione all’unità.
Va bene anche la grafia omofona (dallo stesso suono) Stüpe ca trùve
È un Detto sintetico ed efficace. Significa: mettilo da parte perché potrebbe tornarti utile.
Quando il lavoro artigianale era fiorente, i ragazzi di bottega tendevano a buttare via degli spezzoni di stoffa, di ferro, di legno, di cuoio, a seconda genere di attività svolta del loro Maestro.
Se ‘u mbrjiste jöve bbune, ce mbrestarrìnne püre ‘i megghjöre
Il concetto del Proverbio si esprime meglio in questa frase:
Se la pratica di concedere prestiti fosse davvero una cosa buona, si presterebbero perfino le mogli.
Meglio non fidarsi dei creditori. Prudenza, sempre..
Con “prestito” non si intende parlare solo di denaro, ma anche di oggetti vari.
Sapeste quanti libri, spartiti musicali, lime, cacciaviti, borsoni, ombrelli, prolunghe elettriche, uova, riduttori Schuko, ecc. non sono più rientrati, nonostante avessi ribadito alla consegna l’ovvio concetto che quegli oggetti chiamassero “Pietro” (e che quindi erano destinati a ritornare indietro).
Cavalle de carrozze: bböna giüvendó e mala vecchjéje prov.
I cavalli più belli (quelli destinati al tiro delle carrozze signorili) in gioventù, nello splendore della loro vigoria, sono trattati molto bene. Disgraziatamente in vecchiaia vengono trascurati e se la passano male.
Purtroppo la stessa cosa, di frequente, accade per le persone anziane. Da giovani sono individui utili, produttivi, riveriti, ma da vecchi sono spesso trascurati se non del tutto abbandonati.
Cantava Modugno: “Il vecchietto dove lo metto?”. Amara realtà.
Ringrazio Michele Granatiero che mi ha dato lo spunto per farmi comporre questo articolo.