Pih

Pìh int. = ecco che, e quindi, e allora, ecc.

È una interiezione abbastanza ricorrente nel linguaggio parlato. Alla lettera significa “prende”. Spesso è più completa: po-pìh o anche po-pìgghje o solo pìgghje e.

Non sappiamo bene che cosa si “prende”, forse si prende fiato prima di passare da un’azione all’altra, magari repentinamente.

Con qualche esempio spero di chiarire il concetto. Diciamo la verità, tutti abbiamo avuto questa specie di intercalare, almeno fino ad una certa età.
Credo che abbia, nel parlare, la funzione belante dell’anglosassone “Ehr”, come per prendere una piccola pausa per respirare e per riordinare le ideee prima di esprimerle.

Mèndre ca camenöve, pìh, e me sò truéte lunghe lunghe ‘ndèrre = Mentre camminavo, ecco che mi sono ritrovato lungo disteso per terra.

Mò ca ce piéce, po-pìh e lasse tutte cöse?= Proprio ora che comincia a piacerci (il racconto, l’azione, la prestazione, la descrizione, ecc.), ecco che abbandoni tutto (e ci lasci in sospeso)?.

C’jì stéte sèmbe cìtte… po-pìh c’jì javezéte, e, senza düce njinde, pìgghje e ce n’jì ne scappéte = Era rimasto a lungo taciturno, poi all’improvviso si alzò in piedi, e senza profferir parola, se la svignò rapidamente.

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