Felafanghe

Felafànghe s.f. = Moltitudine

Gran numero di persone, o anche animali, e cose, radunate o allineate.

Ossia una gran folla, una massa di gente, un gregge di pecore, ecc.

Presumo, ma forse sbaglio, che felafanghe – a volte pronunciata falafanghe fülafande – derivi da “fila lunga”, come dei soldati, dei fanti che marciano allineati, o una processione che procede lentamente. La storpiatura è fisiologica quando un termine non è usato con molta frequenza.

Ajire söre stöve ‘na felafanghe de crestjéne abbascia mére a vedì ‘i fùche = Ieri sera c’era una gran ressa di persone sul lungomare a guardare i fuochi pirotecnici.

Sté ‘na felafanghe de uagnüne abbasce ‘u càmbe a vedì ‘a partüte = C’è una massa di ragazzini allo stadio a vedere la partita (di calcio).

Da noi lo stadio (l’odierno “Miramare”, una volta chiamato “Fossa dei Leoni”) è in posizione più bassa rispetto all’abitato, e perciò si dice “abbàsce ‘u cambe” = giù al campo (sportivo).

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