Fìgghje müje, mangéte e bevüte….

Fìgghje müje, mangéte e bevüte….

Fìgghje müje, mangéte e bevüte,
péne rótte, nen tucchéte,
péne séne nen rumbüte,
fìgghje müje, mangéte e bevüte!

Figli miei, mangiate e bevete,
mi racomando, non toccate quella pagnotta che è già dimezzata,
né affettate quell’altra che è ancora intonsa!
Tuttavia, figli miei, mangiate e bevete!

Un detto simpaticissimo, pronunciato scherzosamente dal padrone di casa agli ospiti inaspettati invitandoli ad accomodarsi, prima di offrire loro una bibita o un pasticcino.

L’ho sentita dire da mio zio ultranovantenne quando io e mia moglie siamo andati a fargli visita. Poi ho scoperto che lo sanno molti anziani, appena accennavo loro l’incipit di questo Detto, nato sicuramente in epoca di ristrettezze.

Quando il pane scarseggia davvero, sia quello “rotto” sia quello “sano” non si può offrire nulla, se non una battuta di spirito, accettata d’altronde con buonumore dalla controparte.

Si narra di una coppia che si presentava a far visita agli amici proprio all’ora di pranzo. Era inevitabile l’invito: “Favorite!” e quasi scontata la loro accondiscendenza per “scroccare” qualcosa da mangiare.

Un mio cugino, mangiava sistematicamente per prima cosa – quando c’era – la pietanza del “secondo”, e successivamente i maccheroni del “primo” per minimizzare i danni causati dai possibili visitatori incursori di questo tipo. Tutt’al più avrebbe ceduto il piatto della minestra…
Parlo dell’immediato dopoguerra quando solo poche volte si beneficiava del “secondo”, perché abitualmente si usava il piatto unico di sola pasta e “scarpetta”: tempi duri!

Impensabile al giorno d’oggi perché tutti noi abbiamo problemi di sovralimentazione e combattiamo per eliminare i chili di troppo!

Filed under: Proverbi e Detti

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