Pezzènde e fetènde

Pezzènde e fetènde loc.id. = Schizzinoso

Quando qualcuno stenta ad accettare un dono, un aiuto, un sostegno, forse per un malcelato segno di orgoglio, si dice che è pezzente e fetente, ossia misero ma orgoglioso e dai gusti difficili.

Ma come: ti dò un piatto di minestra e tu ci sputi sopra? (Metaforicamente, s’intende).

Ma quìste so’ pezzjinde e fetjinde (plurale)

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1 Comment

  1. Commento di Lino Brunetti:
    «Ho sentito spesso questa espressione detta da mia madre e riferita sua madre, quella mia nonna che Tonino ricorda tanto bene.
    Era povera, nel senso che allora si dava a chi lavorava per vivere, ma era anche viziosa. Infatti non rinunciava al caffè del dopo pranzo, che era un lusso, o ad altre manie o vizietti non alla sua portata. Vendeva frutta e verdura e spesso qualche “signora” che abitava nei pressi, le ordinava le cime di rapa, naturalmente già pulite e pronte da cucinare. Lei si prestava, anche per altri simili approvvigionamenti, e al pomeriggio le portava a casa della signora già pronte: ma sceglieva l’ora in cui le signore, al pomeriggio, prendevano il tè caldo coi biscottini, oppure la cioccolata con la torta, oppure il gelato di Aulisa. Allora lei, invitata, favoriva e ne approfittava.
    Se non si creava l’occasione, allora mi mandava al negozio di Corso Roma a comprare una “ciucculatöre de cafè de secònde”, ovvero caffé ricavato dalla seconda cottura dei fondi.
    Sotto le feste, non mancava di andare a trovare “u’ cumbère” Lorenzo Clemente direttamente alla pasticceria. Con costui non c’era un vero “Sangjuànne” ma siccome lo aveva aiutato ad organizzare e effettuare la “fuitina” con sua moglie, figlia di Aulisa, c’era con i due molta affettuosa amicizia.»

    Tonino
    Tua nonna Marianna era fina fina!


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