Tagghjatüre

Tagghjature s.m. = Tagliatore

ferro_battuto-1È uno scalpello “passivo”, con il taglio rivolto verso l’alto, che, munito di codolo che si inserisce in uno dei fori del piano dell’incudine, viene usato come base su cui poggiare il ferro rovente da tagliare semplicemente martellando in corrispondenza e in direzione del suo filo di taglio.

A parte la descrizione tecnica, diciamo che dopo aver eseguito il suo taglio, il fabbro ripone l’attrezzo infilando il suo codolo in un anello fissato al ceppo dell’incudine, per averlo sempre a portata di mano.

Nella foto è quell’oggetto a sezione di triangolo acuto che sporge sull’incudine fra i due martelli.

Tagghjatüre viene da tagghjé = tagliare. Ho tradotto “tagliatore” e forse potrei azzardare “tagliatoio”. Sicuramente l’oggetto ha un suo nome specifico in italiano. Se reperisco un manuale di tecnologia faccio la correzione.

Quando il tagghjatüre non è utilizzato viene riposto, sempre per il codolo, in una apposita staffa sul ceppo dell’incudine.

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