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Zechìcchje

Zechìcchje top. = Zio Checco

Località a levante di Manfredonia delimitata da Via Pulsano, Via Gargano e Via Dante Alighieri sul versante della montagna.

Parlo degli anni ’50, quando vi hanno costruito le palazzine delle Case Popolari e Via Pulsano era il “tratturo” conosciuto solo dai pecorai e Via Dante Alighieri non esisteva perché c’erano piante di fichi d’india fino all’Acqua di Cristo.

Andare a Zechìcchje era come dire andare fuori le mura. Il terreno di Zechìcchje era anch’esso tutto coperto di fichidindia.

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Zappunöte

Zappunöte top. = Zapponeta

Toponimo indicante un Comune, autonomo dal 1975, di circa 3000 abitanti, a spiccata vocazione agricola. Fino a quell’anno è stata una frazione di Manfredonia, da cui dista km 18.

Il toponimo sembrerebbe connesso all’attività di zappatori dei primi abitanti, quando il barone Michele Zezza nel 1768 favorì l’insediamento di un nucleo di braccianti in un suo latifondo, costruendo loro un primo lotto di case.

Altre fonti lo fanno derivare da sappinus (abete), con l’aggiunta del suffisso collettivo –etum. Qualche altro più fantasioso, definì Zapponeta come un luogo dove si zappa e si raccolgono monete, data la straordinaria fertilità del terreno circostante.

Gli abitanti sono chiamati Zappenuddére = Zapponetani.

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Urte ‘i vrìcce 

Urte ‘i vrìcce  top,

Il toponimo è stato tradotto un po’ frettolosamente in “Orto delle brecce”.

Siccome non c’è alcuna spaccatura o rottura che giustificherebbe il nome di “breccia”, a mio parere, forse, avrebbe reso meglio il significato se fosse stato indicato come “Orto del brecciame”.
Pare che laggiù il mare depositasse della ghiaia.

Ora la zona  dalle “Case nariunare” verso Siponto è stata completamente stravolta. È rimasto solo il nome nella memoria degli anziani.

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Spartetöre ‘i vüje

Spartetöre ‘i vüje topon. = Divisione delle vie.

Toponimo riferito all’innesto della S.S. 159 delle Saline con la S.S. 89 Garganica, nei pressi dell’ex Ajinomoto.

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Söpe-a-Trejüne

Söpe-a-Trejüne topon. = Sopra la Tribuna

Questo toponimo identifica una delle quattro zone in cui idealmente si suddivideva la città di Manfredonia (oltre a Mundìcchje, Före-a-Porte e Abbasce-a-mére).

Si localizza nella parte a nord di Via Antiche Mura, dalle mura verso la direttrice per San Giovanni Rotondo.

Tutte le costruzioni ivi esistenti sono sorte dopo gli anni ’20. Mio padre raccontava che prima della Grande Guerra le Porte della città venivano chiuse a caléte de söle. Chi giungeva dopo il tramonto si accampava nelle Taverne fuori città, in attesa dell’alba, quando venivano riaperte.

Vedi: Abbasce-a-mére
Vedi: Mundìcchje
Vedi: Före-a-Porte

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Škòppe

Škòppe, Šcòppe  topon. = Siponto

Forse questo nome non si usa più. Indica il luogo ove sorgeva l’antica città di Siponto, sommersa dai maremoto e dall’impaludamento del territorio nel corso dei secoli.

Esattamente è la zona della Pineta ove sono ubicati gli ipogei, nei pressi del “fiume” a ridosso del lido, valorizzati in epoca fascista durante i lavori di bonifica.

Secondo le persone anziane interpellate, il nome deriva dal fatto che il luogo si trova a “un tiro di schioppo” dalla ‘Nuova Siponto’ come la nominarono senza fortuna gli Angioini (Carlo I D’Angiò/d’Anjou, 1226-1285) in spregio allo Svevo fondatore della nostra città (Manfredi di Hohenstaufen,1232-1266, figlio dell’Imperatore Federico II).

Il lettore Salvatore Rinaldi – che ringrazio pubblicamente – dà una interpretazione sicuramente più attendibile, che qui trascrivo senza aggiungere nemmeno una virgola:

«Il nome della località “Scoppa” deriva semplicemente, come spesso accade, dal nome di un antico proprietario del posto. In una pianta topografica del “Fondo Palude di Siponto” del 1841 vengono indicati un “Orto Scoppa” ed un “Casino Scoppa” (questo peraltro è l’unico fabbricato ad essere riportato nella zona oltre alla “Chiesa di Siponto” e a qualche rudere in riva al mare indicato come “Antica Posta”). Ma quel che più fa chiarezza è che in un altra pianta del 1854 quell’orto è indicato proprio come “Orto degli eredi di Scoppa”. Quindi non credo ci siano dubbi circa l’origine del toponimo. (appena riesco posto le foto delle piantine).
La pronuncia “škòppe” e non “scoppe”, potrebbe essere dovuta al fatto che il proprietario di quell’orto fosse di origini campane (dato che ancora oggi Scoppa o Schioppa è un cognome presente prevalentemente in Campania ed in particolare in provincia di Napoli) e che il suo nome venisse pronunciato dai nostri compaesani, ironicamente per imitare la sua parlata, con la “šk” tipica napoletana.»

A conferma pubblico una Mappa del 1892 ove è evidenziato l’orto degli eredi di Scoppa (Courtesy Antonio Sorbo).

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Segnurìtte

Segnurìtte top. = Signoritto

Toponimo che descrive una zona ai piedi del Gargano, sulla strada che va verso San Giovanni Rotondo, prima delle Matine di San Giovanni, le prime falde della montagna.

Non sono certo se Signoritto ricade nell’agro di Manfredonia o se già è compresa nel territorio sangiovannaro.

Il Pullmann di linea calcola 15 minuti di corsa per giungere alla fermata Signoritto e 25 min. per quella di Matine.

Mio padre mi portava con sé a Signoritto quando andava a riparare la seminatrice e la mietitrice di un coltivatore, tale Nicola Falcone (detto Ficöne), che veniva a prelevarci a Manfredonia col suo sciarabbàlle.

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Scròfele

Scròfele s.f. = 1 Scorfano. 2 Dado a galletto. 3 Toponimo


Scròfele 1 – Pesce marino, detto anche scorpena, (Scorpaena scrofa) con corpo tozzo, mimetico,(di colore rossastro e bruno) ricoperto da grosse scaglie e spine velenose. Carni squisite. va cotto in umido….e attenti ai pungiglioni. Il veleno è termolabile, quindi nessun pericolo dopo la cottura.

In diminutivo non si dice scrufèlle, perchè questo sostantivo indica le ragazzotte un po’ leggere oppure le maialine da latte. Il diminutivo di scorfano è screfezzöle.

Nome Inglese: Scorpion fish
Nome Francese: Rascasse rouge
Nome Tedesco: Drachenkopfe
Nome Spagnolo: Rascacio

Scròfele 2 – Dado a galletto, detto anche dado a farfalla.

Dadi speciali, d’acciaio o anche di plastica,  muniti di due alette, facili e rapidi da avvitare,  utilizzate per il montaggio di parti rigidi facilmente assemblabili.

La Scròfele 3  è un toponimo di una zona della Puglia piana verso Borgo Mezzanone.

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Scéle

Scéle top. = Sciale.

Con questo nome generico viene indicata la fascia litoranea sabbiosa che si stende fra Torre di Rivoli e Zapponeta, ora completamente bonificata dalle preesistenti paludi.

Di solito per indicare la zona solo genericamente si usa il plurale: ‘I scéle.

Se si vuole indicare uno specifico luogo, si nomina al singolare con il cognome del proprietario originario:

‘U scéle Frattarùle = Lo sciale di Frattarolo.
‘U scéle Bòrge = Lo sciale di Borgia
‘U scéle Muzzìlle = Lo sciale di Mozzillo.

Gli arenili sono tuttora coltivati a ortaggi e legumi (carote, finocchi, patate, cipolle, aglio, fave, carciofi ecc.) particolarmente pregiati.

Presumo, forse erroneamente, che il nome sia di derivazione araba-spagnolesca probabilmente riferito a rena, sabbia, riva.

Vale sempre l’invito ai pazienti lettori a rettificare le mie asserzioni tramite il sottostante spazio per i commenti.

In passato era una zona paludosa, malarica. Tuttavia dava sostentamento a coltivatori, piccoli pescatori, raccoglitori di giunchi, detti scélajule, o scialajùle.

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Quatte vócchele

Quatte vócchele top. = Quattro boccali

Toponimo che indica la zona di Manfredonia a ridosso di Via Gaetano Palatella. Praticamente scendendo per via Porta Pugliese, all’inizio di Via della Croce, zona che all’epoca non era stata ancora edificata.

Esisteva fino agli anni ’50 una grandissima cisterna pubblica per attingere acqua piovana in essa accumulata durante la stagione piovosa.

Per poterla attingere sopra questa cisterna esistevano quattro aperture, imboccature a pozzo con relativo coperchio, dette in dialetto vócchele, derivato da bocca, imbocco, boccale.

Altre due cisterne erano attive per i bisogni della popolazione: una era ubicata vicino al Convento di Santa Maria, ove attualmente sorge l’edifico della banca Monte Paschi, e l’altra, per la maggiore capienza del suo serbatoio, detta ‘U pescenöne= il cisternone, situata di fronte al Torrione dell’Astrologo, su Via Antiche Mura. Sopra quell’area ci hanno costruito un Condominio. I locali ubicati a piano terra furono adibiti a Cinema parrocchiale da don Nicola Angiuli: ‘u cìneme pescenöne.

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