Tag: Verbo transitivo

Ammundené

Ammundené v.t. = Ammucchiare, accumulare

Deriva direttamente dallo spagnolo amontonar [Poner unas cosas sobre otras de manera desordenada o descuidada, formando un montón.]. Porre alcune cose sopra altre in maniera disordinata o senza cura, formando un mucchio.
È ad esempio il pietrisco ammundenéte = ammuchiato perché scaricato da un camion ribaltabile. formando ‘nu mendöne = un cumulo.

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Mbescené

Mbescené v.t. = Fiocinare

Verbo usato in marineria col significato di pescare usando la fiocina. Dovrebbe essere “infiocinare”, ma non so se in italiano si possa usare questa variante di fiocinare.

La fiocina (in dialetto è detto fiòcene) generalmente ha più punte e viene usato dai pescatori subacquei che lo lanciano con un’apposito fucile a molla o ad aria compressa.

Esiste anche quella con il lancio a mano, come in uno dei spettacoli più visti, detta in italiano “fiocina da bastone”, usata sia dai sub, sia da quelli non professionisti che si dedicano alla pesca delle seppie con il coppo e anticamente con la lampada a carburo di acetilene per le battute notturne.

Figuratamente il verbo ‘mbescené può significare centrare il bersaglio, azzeccare una previsione, sgamare un furbetto, ghermire una ragazza (ovviamente non necessariamente con la fiocina…).

Nota linguistica:
Ricordo che il digramma nf nel nostro dialetto antico è quasi sempre trasformato in mb. Ora che i giovani hanno tutti frequentato la scuola dell’obbligo si tende a rendere i termini simili ai corrispondenti in italiano.
Mbronde = in fronte
Mambredònje = Manfredonia
Mbacce = in faccia
Cumbètte, cumbìtte = confetto, confetti
Mbelezzé = infilzare





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Mbezzé

Mbezzé v.t. = Conficcare

Il verbo ‘mbezzé significa conficcare, piantare un chiodo, un picchetto. Per queste azioni è richiesta una certa forza.

Nella forma intransitiva pronominale ‘mbezzàrece, si vuole indicare l’atto di infiltrarsi in un gruppo, intrufolarsi in un locale, inserirsi in un contesto, ecc. quasi con sfacciataggine o intraprendenza..

Da non confondere con ‘mbelezzé che significa infilzare.

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Affaluppé

Affaluppé v.t. = Divorare, trangugiare

Divorare avidamente, ingurgitare un grosso quantitativo di cibo.
Accettabile la forma “breve” faluppé.

Spesso nel nostro dialetto i verbi hanno doppia forma, lunga e breve: lavé/allavé, liscé/alliscé, lurdé/allurdé, recrjàrece/arrecrjàrece, petté/appetté, ecc.)

Esiste la forma intransitiva pronominale affaluppàrece.

Apprüme nen vulöve mangé, e pò ci ò ‘ffaluppéte ‘nu piatte de ‘ndùrce e fasüle! = Prima non voleva mangiare, (ma) poi si è divorato un piatto di troccoli e fagioli!

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Addaccé

Addaccé v.t. = Tagliuzzare, pestare, sminuzzare

Operazione specifica che si fa con un coltello su una fetta di lardo (fresco o salato)  per sminuzzarlo.
Anche colpire ripetutamente il lardo col taglio del coltello e ottenere il ‘battuto’ da soffriggere.
Le nostre bravissime nonne, che non avevano troppe cose nella dispensa, e nemmeno tanti soldi nel borsellino, riuscivano a ottenere con il lardo e la cipolla addaccéte soffritti in poco olio, un po’ di conserva di pomodoro, e un solo chiodo di garofano, un gustoso intingolo per condire le orecchiette, chiamato zucarjille = sughetto, o züche fìnde = sugo finto.
Finto, perché quello ‘vero’, a base di carne bovina (brascjöle) suina (savezìcchia frèške), e ovina (carne e òsse), si preparava solo nelle grandi occasioni.

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Scialacqué

Scialacqué v.t. = Scialacquare, sperperare, dilapidare

Spendere con larghezza, senza criterio e senza alcuna remora. Sperperare, prodigare, scialare.

La persona che fa uso smodato delle sue sostanze dicesi scialacquöne.

Si usava anche (clicca→) sciambregnöne 

 

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Assuzzé

Assuzzé v.t. = Uguagliare, appianare, livellare

Da questo verbo deriva l’aggettivo sùzze (←clicca) = uguale nel  raffronto tra due o più soggetti.

Per esempio:  tagliare dei paletti di una recinzione tutti alla stessa altezza.
Oppure recidere i gambi dei fiori, nel comporre un mazzo, per pareggiarli nella parte terminale.
O anche livellare le asperità di una qualsiasi superficie (un campo o un pavimento o una panca).

Usato ironicamente assuzzé significa  rimpinzarsi. Insomma assumere un cibo dapprima ritenuto eccessivo per la capacità ricettiva del proprio stomaco, ma poi compiacersi per l’avvenuta degna collocazione.

Stamatüne me sò assuzzéte döje farréte! = Stamattina mi sono collocato due farrate (…nello stomaco)!.

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Ammasuné

Ammasuné v.t. = ammansire, addomesticare, rendere docili

Per lo più si usa questo verbo come deterrente, quale minaccia verso i monelli irrequieti per condurli alla calma, perché ammasuné sottintende una dose di percosse.

A me, il fatto che contenga la desinenza suné, fa venire in mente una bella dose di taccaréte!

Il verbo è un po’ desueto, ma se un ragazzo di oggi sente pronunciare in tono severo: Mò t’àgghja ammasuné! comprende immediatamente cosa significa, anche senza chiedere tante spiegazioni.

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Acquaquagghjé

Acquaquagghjé v.t. = Concludere

Accettabile anche la versione “breve”  quaquagghjè.

Generalmente il verbo è coniugato in modo negativo, per significare l’incoerenza, l’azione sconclusionata di pasticcioni.

So’ trè jùrne ca ‘u pettöre sté mbacce a ‘sta chése e n’ho acquaquagghjéte angöre njinte! = Sono tre giorno che il tinteggiatore è intento a lavorare a questa (mia) casa ma non ha compiuto ancora nulla.

L’Avvuchéte remànde e remànde ma n’acquaquagghje mé njinde = L’Avvocato con fa altro che rimandare senza arrivare mai ad una conclusione.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Acciungàrece

Acciungàrece v.t. = Paralizzarsi.

Essere colpito da paralisi, diventare cionco, storpio, sciancato, specie agli arti.

Deriva dall’italiano cionco agg. con vari significati (troncato, mozzato, monco, spossato di stanchezza o debolezza, storpio, sciancato, paralitico).

E che, te sì acciunghéte ‘i méne? = E che, ti sei paralizzato alle mani?

È un rimprovero verso qlcn che non si dà da fare.

Quìddi méne ce avrìnn’acciunghé!= Quelle mani (che non stanno mai ferme) dovrebbero anchilosarsi.

Il rimbrotto questa volta è, al contrario, rivolto verso chi ha propensione ad allungare le mani addosso alle donzelle….

Nòneme sté sèmbe acciunghéte söpe a ‘na sègge = Mia nonna (che è paralitica) sta sempre bloccata sopra una sedia (a rotelle).

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