Autore: Tonino

Preverènze

Preverènze s.m. = Cantero, bugliolo

È un eufemismo, un’espressione ormai desueta, un per non nominare – caso mai ci fosse stato bisogno di menzionarlo – il famoso ruagne (clicca).

Se vogliamo è un’espressione contratta di “per riverenza”, come per dire , parlànne pe respètte, non nomino quell’oggetto per opportunità, per tatto.

Un po’ come accade per il diavolo, chiamato brutta-bbèstje, o u Crìste-ce-vènghe.

Ringrazio per l’imbeccata il lettore Vincenzo Lo Riso.


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Sfunecatüre

 
Sfunecatüre o Sfunnecatüre s.f. = Alterazione, deprezzamento, sotto costo

Il termine deriva dal verbo sfunaché. Il lodato esaurientissimo “Vocabolario del Dialetto di Manfredonia” di P.Caratù-R.Rinaldi riporta testualmente: «Sfunaché v.t.= acquistare o vendere merce scadente o passata di moda.»

A me sembra che ci sia una forte attinenza tra i sostantivi sfunecatüre e frecatüre 🙂 …

Il lettore Vincenzo Lo Riso mi suggerisce che la cattiva qualità della merce a volte veniva “provocata” bagnandola appositamente per svilirne il valore allo scopo di pagare il dazio in misura ridotta. In ambito agricolo per questo scopo si usava trattare con acqua il frumento che successivamente una volta aggirato il fisco, si poneva ad asciugare. Fortunatamente i tempi sono mutati, e dazi e gabelle non si pagano più, vigendo il libero scambio delle merci sia sul territorio nazionale, sia in ambito europeo.

Ringrazio pubblicamente Vincenzo Lo Riso di avermi dato lo spunto per la stesura di questo articolo.



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Mbescené

Mbescené v.t. = Fiocinare

Verbo usato in marineria col significato di pescare usando la fiocina. Dovrebbe essere “infiocinare”, ma non so se in italiano si possa usare questa variante di fiocinare.

La fiocina (in dialetto è detto fiòcene) generalmente ha più punte e viene usato dai pescatori subacquei che lo lanciano con un’apposito fucile a molla o ad aria compressa.

Esiste anche quella con il lancio a mano, detta in italiano “fiocina da bastone”, usata sia dai sub, sia da quelli non professionisti che si dedicano alla pesca delle seppie con il coppo e anticamente con la lampada a carburo di acetilene per le battute notturne.

Figuratamente il verbo ‘mbescené può significare centrare il bersaglio, azzeccare una previsione, sgamare un furbetto, ghermire una ragazza (ovviamente non necessariamente con la fiocina…).

Nota linguistica:
Ricordo che il digramma nf nel nostro dialetto antico è quasi sempre trasformato in mb. Ora che i giovani hanno tutti frequentato la scuola dell’obbligo si tende a rendere i termini simili ai corrispondenti in italiano.
Mbronde = in fronte
Mambredònje = Manfredonia
Mbacce = in faccia
Cumbètte, cumbìtte = confetto, confetti
Mbelezzé = infilzare





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Assücapanne

Assücapanne s.m. = Asciugapanni

L’assücapanne, altro oggetto caduto in disuso, era formato da una gabbia in legno a cupola,  con la faccia inferiore aperta che copriva il braciere, indispensabile per asciugare gli indumenti.

Era intesa anche come una protezione a salvaguardia dei bimbetti che sgambettavano per casa, per evitare, come purtroppo accadeva, che cadessero nel fuoco della carbonella e si sfigurassero la faccina.

Esistevano anche quelli di ferro costruiti dai nostri bravi artigiani. Decisamente più robusti e più efficaci specie nella funzione secondaria di barriera anti bambini.

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Nghjummatüre

Nghjummatüre s.f. = impiombatura, incordatura

Nel linguaggio marinaresco ‘nghjummatüre indica un metodo per unire le estremità libere di due cavi, (o meglio due cime come dicono i marinai).

Si effettua intrecciando alternativamente tra loro i legnoli, cioè le filacce o i trefoli ritorti dei terminali di entrambi le cime.

Ho reperito in rete una illustrazione del sec. XIX (di pubblico dominio) con vari esempi di impiombatura.

Nota linguistica:
nel nostro dialetto il digramma pi seguito da vocale spesso diventa chja, chjö, chjó, chjü.
Piove = chjöve
Piombo = chjómme
Piazza = chjazze
Pieno/a = chjüne/chjöne
Pialla = chjanuzze
Piaga = chjéje
Piega = chjöche

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Assógghje

Assógghje s.f. = Lesina


Attrezzo manuale in uso dai calzolai che simboleggia il loro stesso mestiere.

Viene usato per creare i buchi nel cuoio, nei quali si inserisce lo spago per cucire le suole e le tomaie delle scarpe.

La lesina è composta da un grosso ago molto appuntito conficcato solidamente in un manico di legno ben robusto.
A differenza del punteruolo (‘u puntarüle). che ha la punta in metallo diritta, la lesina (l’assógghje)ha la punta curva.
Alcuni modelli hanno, vicino alla punta, un foro che permette di usare la lesina come un ago.
 
Note linguistiche:
1-Alcuni tendono a dividere il termine, staccando parte iniziale ritenendola un articolo: la ssógghje oppure ‘a ssógghje.
2-Attenzione agli accenti! Se scrivo assógghje con la “o” recante l’accento acuto intendo la lesina; se la scrivo con l’accento grave assògghje significa sciogliere (un laccio, un nodo).

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Ceranzotte

Ceranzotte agg. e s.m. = ingannevole, ambiguo.

È un termine ormai desueto. Ma  ma proprio per questo piace riportarlo affinché non vada disperso.

Il dott. Pasquale Stipo afferma: «Si tratta o si riferisce a persona che guarda il prossimo con diffidenza, in modo sospettoso. Molto probabilmente, perché è lui per primo ad essere una persona non molto leale, insomma giudica tutti con lo stesso metro».

Insomma è uno che quando parla o quando ascolta non guarda in faccia l’interlocutore ma preferisce guardare in giù, i suoi piedi o il pavimento.

Ecco allora che appare plausibile questa mia deduzione sull’origine del termine ceranzotte:
cera-ceratüre (aspetto, atteggiamento del viso)
-‘nzotte (rivolto in giù, di sotto, verso il basso)

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Paliotte

Paliotte s.m. = Sistema di pesca

È un sistema di pesca sotto costa, praticata quando c’erano onde alte che impedivano l’uscita in mare aperto, nell’epoca in cui le imbarcazioni erano mosse da propulsione remo-velica.

La la rete a trama fitta era sorretta da due lunghe aste e manovrata da due uomini a bordo di una barca. Un po’ come un trabucco “a mano”.

La barca si poneva parallela alla riva, ma in questa posizione veniva sospinta dai marosi verso la costa. Per impedire che il natante si infrangesse contro gli scogli, altri due uomini si impegnavano a governarla usando lunghe pertiche che puntavano contro il fondale.

Ad un segnale convenuto i due uomini col paliotte sollevavano le aste e i pesci venivano catturati dalla rete ad esse fissata.

Un sistema di ripiego non alla portata di tutti, che richiedeva grande dispendio di forza muscolare, spesso sproporzionato rispetto al bottino che si poteva ottenere.

Ritengo che paliotte sia una corruzione linguistica dei “paletti”, che in coppia formano l’attrezzatura principale di questo sistema di pesca.

Ringrazio il prof.Matteo Castriotta e il dr.Sandro Mondelli per le meticolose spiegazioni fornitemi..

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Mbezzé

Mbezzé v.t. = Conficcare

Il verbo ‘mbezzé significa conficcare, piantare un chiodo, un picchetto. Per queste azioni è richiesta una certa forza.

Nella forma intransitiva pronominale ‘mbezzàrece, si vuole indicare l’atto di infiltrarsi in un gruppo, intrufolarsi in un locale, inserirsi in un contesto, ecc. quasi con sfacciataggine o intraprendenza..

Da non confondere con ‘mbelezzé che significa infilzare.

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La jatta’nnammurande fé a smurfiöse pe tutte quande

La gatta in amore fa la smorfiosa con tutti.

L’aggettivo ‘nnammurande è intraducibile. Tento con una perifrasi: che è facile all’infatuazione.

Un Detto che si cuce addosso a qualche ragazzotta, sotto carica di ormoni, che si innamora facilmente alla vista di qualche giovanotto aitante…

Ovviamente vale anche per i giovincelli che si attizzano appena vedono qualche fanciulla, specie se prosperosa di tette e culo (scusate, ma mi sono ricordato di come si usava ai miei tempi).

Ringrazio il dr-Enzo Renato per il suo prezioso suggerimento.

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